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Nell’edizione 2015 del CES tecnologia e salute sembrano formare sempre più un binomio vincente

Anche se non ha una vocazione che riguarda solamente l’ambito Healthcare, ho scelto di iniziare quest’articolo parlando di un dispositivo indossabile, perché è un buon esempio di alta tecnologia e ha rappresentato l’ingegno italiano durante una manifestazione in costante equilibrio tra i vari tentativi (più o meno azzardati) che le aziende fanno di immaginare quali siano i bisogni di domani per il pubblico.

Mi riferisco a Hiris, un orologio esagonale in grado di contare passi, calcolare le calorie bruciate, misurare la temperatura e molto altro per migliorare il proprio stato di salute. Sino a qui nulla di nuovo, tanto che la creatura tecnologica sviluppata da Circle Garage potrebbe essere considerata come una delle tante in un mercato che vedrà nel 2015 l’anno d’oro.

C’è un però in tutto questo. Quello che è stato concepito da Marco Gaudina è un dispositivo che va ben oltre il concetto di wearable per la capacità di interagire con noi a livello tattile e, grazie a questa particolare modalità, impartire comandi o ottenere feedback riguardo a ogni operazione per cui è stato impostato.

Il setting degli input che noi desideriamo veicolare attraverso di esso, è fatto in modo molto semplice tramite un’App per smartphone tanto da poter avere un risultato duplice: la possibilità di rilevare parametri corporei e ambientali per poi comunicarli a una piattaforma concepita per una gestione smart della casa.

Questo device fa si che a singoli comandi corrispondano precisi movimenti della mano ed è intuibile, quindi, come possa essere utilizzato in molteplici frangenti della nostra vita quotidiana così come per il controllo della nostra salute sino ad arrivare a situazioni limite (ora in sperimentazione) come la riabilitazione e l’uso di ausili da parte dei disabili.

Questo esempio è anche utile per illustrare come al CES e al concomitante DigitalHealthCES il confine tra il device prettamente di consumo e quello per la salute sia sempre più labile. In più si deve tenere conto che nel 2015 è stata raggiunta l’esasperazione del concetto di vestibilità, andando ben oltre orologi o bracciali.

Gli esempi vanno dalle telecamere indossabili e fisse per trasmettere in streaming la nostra attività o per monitorare il proprio figlio piccolo mentre gioca in un’altra stanza, ai televisori flessibili in grado di funzionare sia curvi sia piatti, agli smartphone con display curvo, alle serrature intelligenti sino ad arrivare agli anelli in grado di gestire in modo smart la nostra casa (domotica) e ai vasi/sensori in grado di gestire l’innaffiatura della pianta.

Per quanto riguarda l’ambito della salute e del benessere in senso stretto, invece, le innovazioni più interessanti sono  le cuffie in grado di effettuare un elettro-encefalogramma e inviare istruzioni allo smartphone collegato circa la scelta dei brani musicali da far ascoltare (in base alle fluttuazioni dell’attività celebrale) per contrastare o prevenire lo stress; la bilancia e la piattaforma di raccolta dati sui parametri fisici di Quardio; i dispositivi per persone che soffrono di asma e la cintura regolabile in grado di allargarsi e stringersi a seconda della posizione eretta o seduta con l’obiettivo di monitorare efficacemente il girovita al fine di avere una buona forma fisica e prevenire le malattie metaboliche.

Al fianco degli esempi appena citati si è assistito anche alla presentazione di quelli che sono stati gli ulteriori sviluppi nell’applicazione della stampa 3D, nell’utilizzo di più varianti dei comuni capi di vestiario (magliette, pantaloncini, calzini e mutande) per misurare i parametri fisici durante l’allenamento / performance degli atleti e nella sperimentazione dei droni per velocizzare l’intervento su persone in arresto cardiaco.

Siccome ho iniziato l’articolo parlando di Italia, ci tengo a terminare parlando ancora di rappresentanti italiani che hanno esposto le loro creazioni a Las Vegas. Il numero basso di aziende rispetto agli altri paesi europei (circa una quindicina contro, per esempio, le 120 della Francia) non ci ha condizionato per quanto riguarda il numero dei premi che siamo riusciti a vincere.

Dietro a questi successi è però doveroso verificare se gli italiani vincenti lavorano all’estero o in Italia poiché, spesso, i cervelli si trovano a dover trasferire la loro azienda, se non addirittura la start-up che dovrebbe dare un volto concreto alle loro idee, per mancanza di capitali e visione da parte dei potenziali investitori.

Una storia rappresentativa in questo senso è sicuramente quella di Paolo Tucci (con la sua Easydom) in cui la voglia di non abbandonare il proprio territorio è stata più forte di qualsiasi difficoltà e l’ha condotto a conquistare la vittoria del premio nella categoria domotica al CES 2015.

A fronte di queste esperienze, mi rendo conto di non dire nulla di nuovo e che piove sul bagnato, ma voglio rimanere ottimista e augurarmi che tante altre belle storie come queste e come quella della Circle Garage possano essere raccontate come esempi di chi ha scelto di restare in Italia e offrire il suo sapere al suo territorio.

Dal 20 gennaio l’azienda ha aperto una campagna di crowdfunding su Indiegogo per il dispositivo Hiris, quindi non mi resta che fare a questi coraggiosi imprenditori un in bocca al lupo affinché trovino le risorse necessarie a lanciare il prodotto sul mercato e a far crescere le dimensioni dell’azienda, mentre a tutti voi un appello affinché gli diate una mano. C’è tempo sino al 21 Marzo 2015, affrettatevi!

 

Fonti:

http://www.technologyreview.com/news/533916/ces-2015-wearables-everywhere/

http://mobihealthnews.com/39413/slideshow-health-devices-launched-at-ces-2015/

http://www.smartphonehc.com/2015/01/14/a-look-at-digital-health-at-ces-2015/

http://www.lastampa.it/2015/01/07/tecnologia/con-hiris-la-tecnologia-italiana-va-alla-conquista-del-ces-Hc9d0ztHaVjUP8vtn0WK4O/pagina.html

http://www.lastampa.it/2014/11/24/tecnologia/hiris-vince-la-smart-home-hackathon-oU8H6VjvOaCyUbQDll1ezK/pagina.html?refresh_ce

http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/15_gennaio_08/ces-premato-tecnico-brianzolo-las-vegas-easydom-domotica-smart-home-1e240afa-9790-11e4-b51b-464ae47f8535.shtml

 

Laura De Biaggi

Laura De Biaggi

Dopo una laurea in Fisica dei Biosistemi e diversi anni di esperienza in un'azienda multinazionale biomedicale, come consulente nel settore dell’Healthcare ha pianificato l’attività di marketing di siti specialistici e di campagne di comunicazione, curando la gestione completa del piano di comunicazione e introducendo un nuovo metodo di consulenza che mira a condividere con il cliente, medico, azienda o Istituto che sia, la selezione dei risultati attesi e previsti con il fine di espandere le proprie attività e il proprio business. L’offerta di salute va, infatti, coordinata da specialisti che sappiano ridisegnare una immagine più adeguata alle richieste del mercato e del territorio. I principi guida di questo lavoro sono rapidità, moltiplicazione dei canali e della visibilità, precisione, comprensibilità e targettizzazione dei contenuti scientifici, ritorno economico per i clienti.

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