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L’high-tech e il suo interesse verso il settore Salute: traguardi raggiunti e prospettive per il 2015

L’interesse sempre maggiore da parte del settore high-tech verso il mondo della salute e del benessere è dimostrato dai rilevamenti fatti da Accenture nel 2014 circa i finanziamenti ricevuti dalle start up nel settore della salute digitale (3,5 miliardi di dollari nel 2014 che diventeranno 6,5 nel 2017). Secondo indizio è la costante ricerca, da parte di queste aziende, di un prodotto o di un servizio innovativo che sia utile ai medici, migliori la vita dei pazienti e aiuti le persone a rimanere in salute.

Altrettanto importanti sono state, negli ultimi anni, la disponibilità di smartphone e tablet a un costo ragionevole e la crescita degli accessi a internet da mobile rispetto a quelli da desktop (il superamento è effettivamente avvenuto nel 2014 attestandosi nell’ultimo trimestre dell’’anno che si è appena concluso, con il mobile a quota 58% rispetto al 42% di accessi da PC), quali fattori che hanno spinto molte realtà della Silicon Valley a investire principalmente nell’ambito medico.

Guardando anche solo ai numeri e alle performance relativi al segmento delle app dedicate alla salute, abbiamo una prima conferma della bontà della scelta fatta da queste aziende: tra i vari negozi online, se ne contano quasi un milione e il mercato che le riguarda, si stima, arriverà a fatturare 6,7 miliardi di dollari nell’anno appena concluso.

Venendo al lato pratico, questi applicativi aiutano a controllare aspetti legati al nostro benessere come l’alimentazione o l’attività fisica, esempio quanto mai appropriato poiché si tratta di un filone il cui mercato ha visto un particolare successo nel 2014, trainato dalle vendite di dispositivi indossabili. Per quanto riguarda lo store Google Play, i dati relativi agli USA ci dicono che l’app più gettonata è stata MyFitnessPal e che concorrenti del calibro di GoogleFit, Apple HealthApp e Microsoft Health non si sono piazzato molto più in basso.

Sappiamo bene, però, di vivere in un mondo che cambia molto velocemente e in cui qualsiasi cosa che ieri era ritenuta all’avanguardia sarà presto superata. Guardando indietro all’anno passato, infatti, non solo vi erano già i presupposti, ma si era persino giunti alla realizzazione e all’utilizzo di alcuni programmi o estensioni in grado di:

  • rendere il telefono uno strumento utile per la diagnosi (glucometro piuttosto che kit per rendere la fotocamera in grado di rilevare le retinopatie o il cancro alla cervice uterina, sino ad arrivare a renderlo un prezioso strumento di prevenzione per i disturbi cardiovascolari => ICTUS3R);
  • portare avanti la fase di monitoraggio dei pazienti senza che le persone siano costrette a recarsi in ospedale per essere visitati dal medico o per riferirgli i risultati degli accertamenti sperimentali;
  • funzionare come piattaforme in grado di mettere il medico in comunicazione con i pazienti (e i loro parenti) via e-mail, telefono o messaggeria istantanea.

A fronte di ciò, il 2015 non potrà che essere l’anno in cui l’innovazione tecnologica si affermerà in modo ancora più netto in ambito healthcare sia come strumento di intermediazione tra paziente e personale sanitario sia come prezioso ausilio per entrambi (trattandosi di un luogo che consente l’archiviazione delle informazioni mediche e il loro inserimento attraverso un unico linguaggio).

Non a caso, negli ultimi anni si è assistito a un deciso aumento nella diffusione di cartelle cliniche elettroniche, profili di salute personali, software per la gestione elettronica degli appuntamenti e, nei paesi in cui simili servizi sono disponibili, di una maggiore confidenza/abitudine da parte della popolazione a consultare i referti degli esami o interagire con il clinico anche da casa.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Las Vegas uno dei più importanti eventi da cui emergeranno quelle che saranno le principali linee guida dell’anno che si apre in termini di elettronica di consumo: il CES. Sicuramente l’attenzione per tutto ciò che gravita intorno al sempre più inscindibile rapporto tra digitale e salute sarà molto alta.

Le indiscrezioni della vigilia, insieme alle tante previsioni che si fanno a fine d’anno pensando ai potenziali scenari futuri, ci parlano di proposte e scelte di mercato che andranno sempre di più verso la netta demarcazione tra i prodotti specifici per la salute e quelli per il fitness.

La grande richiesta di strumenti diagnostici che incorpori la possibilità di gestire i dati grazie alla tecnologia mobile porterà sia a un potenziamento sia delle reti sia della capacità di interscambio dati che le stesse avranno con i device. Inoltre, si assisterà a un’evoluzione di quella che è la visione attuale di dispositivo indossabile e di quelle che sono le caratteristiche delle app.

I primi beneficeranno della miniaturizzazione dei sensori che potranno così essere posti, potenzialmente, all’interno del tessuto di ogni capo d’abbigliamento, mentre le funzioni e l’ambientazione delle applicazioni subiranno un cambiamento che le renda ancora più coinvolgenti e giocose in modo che possano invogliare al movimento anche i più refrattari.

Infine, abbiamo l’ambito della telemedicina che, sempre negli Stati Uniti, ha visto la realizzazione di apparecchiature domestiche che permettono di mettere in collegamento pazienti e specialisti, la predisposizione di servizi di emergenza come “Parla con un dottore” di Google e la progressiva diffusione di chioschi informativi presidiati da farmacisti all’interno dei grossi centri commerciali.

Affinché il 2015 divenga l’anno della svolta anche in questo senso, è opportuno che siano risolte alcune questioni pratiche che riguardano l’affidabilità delle tecnologie utilizzate, la possibilità di condividere all’interno di queste piattaforme le informazioni mediche e di aggiornarle in tempo reale, nonché ottenere il la massima consapevolezza della situazione da parte di tutti gli attori coinvolti nell’assistenza quotidiana del paziente. In questo modo saranno ridotti al minimo gli errori nell’assunzione dei farmaci e saranno risparmiate risorse e tempo preziosi.

In uno scenario in evoluzione come questo, qual è il vostro rapporto attuale con la tecnologia e in che percentuale è al vostro fianco per ciò che concerne la cura della vostra salute? L’auspicio è che si vada verso una sempre maggiore utilizzo del digitale per la gestione di molte pratiche ordinarie, snellendo i percorsi di diagnosi o di terapia recuperandone l’efficacia.

 

Fonti:

http://www.foxnews.com/tech/2014/12/24/why-mobile-health-tech-will-loom-large-in-2015/

http://venturebeat.com/2014/12/28/will-2015-deliver-the-promise-of-telemedicine/

http://www.usatoday.com/story/tech/columnist/2015/01/02/wearables-fitness-is-name-of-the-game-but-healthcare-is-where-its-at/21190395/

Andrea Robotti

Andrea Robotti

Ha una laurea in biologia e un dottorato in immunologia e biologia cellulare. Lavora per alcuni anni nella ricerca biomedica approfondendo le proprie conoscenze nel campo delle neuroscienze, dell'autoimmunità e delle patologie respiratorie. Durante le varie esperienze lavorative in ambito sia pubblico sia privato entra in contatto con realtà che fanno emergere la sua passione per la scienza e la diffusione delle conoscenze, mettendolo anche di fronte alla mancanza di comunicazione che genera problemi di organizzazione e di visione strategica. Questo tipo di trascorsi lo stimola a mettersi nuovamente in gioco sul piano professionale frequentando un master presso la Fondazione ISTUD. Persona energica e determinata, collabora in modo stabile con agenzie specializzate del settore del mondo della comunicazione e della consulenza medico-scientifica in ambito marketing, cercando di mantenere il suo modo di scrivere chiaro nella veicolazione dell'informazione, rispettoso delle fonti e attento al pubblico a cui è destinato ciò che comunica. Agli stessi principi cui si agguinge una caratterizzazione più sociale, si ispira il suo percorso di promozione ed applicazione della medicina narrativa ovvero dello scrivere inteso come strumento di salute, di cura e di valutazione quali-quantitativa dei servizi sanitari o percorsi assistenziali che il cittadino riceve.

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