0

Il medico deve crearsi una “reputazione digitale”.
Ma come? Una teoria in pratica

Una galassia di contenuti, contatti, reti, network. In mezzo il mare magnum dell’informazione sanitaria sul Web, dal quale gli internauti pescano a piene mani. Oramai il 32,4% degli italiani, uno su tre, utilizza Internet per ottenere informazioni sulla salute, spiega il Censis cifre alla mano nell’ultimo rapporto 2012 che mette insieme Internet e domanda di salute. E il ruolo del medico in questa “seconda rivoluzione” digitale? Un’identità da costruire, ha spiegato Laura De Biaggi, Healthcare Marketing Consultant, durante l’incontro “Il digital Marketing per i prodotti per la salute” organizzato da Media4Health a Milano.

LE DOMANDE GIUSTE – “L’impatto della comunicazione digitale per il medico. Casi pratici”, è il titolo dell’intervento che ricostruisce le traiettorie intricate nel quale si stanno muovendo i professionisti della sanità. Tanti interrogativi. Oggi i medici sanno, infatti, come si partecipa ai Congressi, come si elabora un Poster, come si sviluppa una conversazione scientifica tradizionale, ma perdono il senso dell’orientamento quando approdano nell’universo digitale. “Come ci si presenta nella società digitale?”. Alcuni punti fermi da cui partire secondo De Biaggi sono la riflessione su quello che gli utenti/pazienti cercano in Rete: “Il paziente cerca contenuti e trasparenza; I pazienti si scambiano informazioni e pareri”. Insomma, elementi che puntano diretti verso la “reputazione digitale”.  Ma come si può costruire una “reputazione su misura” per il mondo 2.0, una dimensione in cui gli utenti sviluppano flussi di comunicazione su più piani, dai forum ai nuovi social network, a volte con spinte centrifughe, al limite della schizofrenia comunicativa? Gli strumenti del marketing devono essere applicati ad una nuova dimensione, ha detto De Biaggi, portando il caso pratico di un Centro medico specializzato in patologie pelvi-perineali e osteopatia: un progetto che ruota intorno ad alcuni interrogativi essenziali: “Con chi si vuole comunicare?”. Impossibile farlo con tutti, è la risposta laconica da cui si deve partire. Una sfida. Individuare il target di riferimento è cosa ben difficile nel contesto digitale, perché impone uno sforzo di segmentazione che non ha pari rispetto ai media tradizionali. “Quali contenuti comunicare?”. Qui serve, spiega De Biaggi, un rapporto innovativo con il cliente: fargli capire che alcuni contenuti vincenti nel mondo della conversazione face to face o uno-molti non sono più vincenti è forse il primo e più difficile dei passi per pianificare la comunicazione del medico. Per costruire una reputazione digitale, si deve partire da qui.

Il medico quindi deve crearsi una “reputazione digitale”?

Cosimo Colasanto

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *